Trattamento multidisciplinare della periostite tibiale




Una delle patologie da sovraccarico più frequenti e di difficile gestione nei Runner è la periostite tibiale.


La periostite tibiale è una infiammazione del periostio, ovvero quella membrana connettivale che avvolge tutte le ossa. E’ una condizione che coinvolge nello specifico gli sportivi di sport che comportano un eccessivo carico a livello di alcuni gruppi muscolari.


La periostite tibiale comporta un dolore acuto a livello della gamba solitamente sul lato frontale o all’interno della gamba causato da iperaffaticamento dei muscoli. Il dolore si sviluppa in maniera progressiva, in assenza di traumi diretti, e può esordire al termine di un allenamento o di una gara

Nello specifico nei runner è più frequente riscontrare la periostite del tibiale posteriore, uno dei muscoli del comparto del “polpaccio”. Spesso una alterazione biomeccanica o una disfunzione articolare comportano un sovra-affaticamento del tibiale posteriore che a lungo andare produce l’infiammazione a livello periostale.


Il trattamento della periostite, sopratutto se in fase acuta è parecchio complesso e lungo. E spesso le terapie “standard” risultano poco efficaci.

In questo periodo mi è capitato di trattare un Runner di ottimo livello affetto ormai in maniera cronica da una periostite del tibiale posteriore che si era acutizzata in maniera importante, limitando completamente sia il gesto atletico che anche la semplice deambulazione.


L’approccio che abbiamo seguito è stato innovativo. Ovvero è stato deciso di agire attraverso la stimolazione della componente connettivale, per ridurre l’effetto del sovraccarico del tibiale posteriore.

Gli “ingredienti” di questo approccio sono stati:

1. trattamento manipolativo osteopatico, per la mobilizzazione della caviglia (art. tibio-peroneo-astragalica e sotto-astragalica)

2. trattamento di myofascial release con l’utilizzo di IASTM (sulla componente connettivale del tibiale posteriore)

3. trattamento di agopuntura (svolto dalla dott.ssa Manuela Cormio, Anestesista, Rianimatore e Terapista del Dolore) per agire in maniera diretta sui trigger point a livello miofasciale.






Un lavoro integrato, in cui io e la dott.ssa Cormio abbiamo dialogato spesso per individuare e comprendere le modalità operative e i tempi necessari tra un trattamento ed il successivo.

Ne è emerso un programma di ripresa estremamente efficace, con un recupero della funzionalità totale molto rapida (meno di 4 settimane) e ottimi feedback alla ripresa dell’attività sportiva.


Questo è uno di quegli esempi di collaborazione e multi-disciplinarietà che rendono ancora più utile ed affascinante il mio lavoro e permettono di “potenziare” l’effetto del trattamento manipolativo.

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