Combattere il dolore cronico con l'Osteopatia


Il dolore cronico è riportato come una sensazione di malessere che si protrae per un periodo più lungo rispetto ai normali tempi di guarigione di una lesione o infiammazione. Nello specifico si tratta di sintomatologie che perdurano per oltre 3-6 mesi (Treed et al., 2015).

Si stima che globalmente circa il 20% della popolazione soffra di dolore cronico (Goldberg & McGee; 2011). E nello specifico, alcune recenti statistiche nazionali mettono in evidenza come gli Italiani che soffrono di dolore cronico siano in aumento. Attualmente, le stime parlano di un numero compreso tra i 12 ed i 15 milioni di persone (Latina et al., 2019).

La rilevanza di tale problema è data dal fatto che la presenza di un dolore cronico comporta un drastico calo della qualità di vita e della funzionalità dell’individuo, comportando quindi un peggioramento dello stato di salute (Hadi, et al., 2018). Ed i costi associati al dolore cronico sono estremamente rilevanti sia in termini di spesa sanitaria sia in termini di perdita di ore lavorative (Mayer, et al., 2019).

A questo si deve associare il fatto che le terapie farmacologiche standard per trattare il dolore cronico spesso sono insufficienti e risulta quindi necessario un approccio multi-disciplinare associando terapie farmacologiche e non (Sarzi-Puttini, et al., 2012).

Nel corso del tempo, si è osservato come il Trattamento Manipolativo Osteopatico (TMO) possa avere un effetto positivo sulla riduzione del dolore cronico. Questo perché l’Osteopata nel suo processo di valutazione e trattamento espande il concetto di dolore riferito alla sola patologia di un tessuto o di un organo specifico (modello biomedico), ma permette all’operatore di integrare una serie di informazioni basate sul modello biopsicosociale per comprendere l’area del corpo che è andata incontro ad una disfunzione somatica (Kuchera; 2007). Si tratta del passaggio da una visione meccanicista del modello di salute/malattia, ad una visione sistemica/complessa.

In questo approccio l’osteopata analizza ed interpreta il dolore cronico come il segnale di un organismo che ha perduto le sue capacità di adattamento e regolazione e che necessità di “aiuto” per recuperare lo stato di piena fisiologia. Il dolore è visto come un segnale e non come un sintomo da “spegnere”.

In effetti gli studi più recenti ci dimostrano come il TMO sia di grande efficacia in casi di dolore cronico, comportando una riduzione significativa della percezione di dolore ed un incremento della qualità di vita e dello stato di salute delle persone coinvolte (Licciardone, et al., 2020).

Attraverso il trattamento manuale del tessuto muscolo-scheletrico l'osteopata riesce ad indurre con modalità operative anche molto dolci e ben tollerate dai pazienti, una serie di effetti a livello locale e globale.

Localmente (nella zona trattata) l’effetto principale del TMO è quello di garantire una migliore mobilità del tessuto, che si traduce una minore densità tessutale e quindi un una migliore capacità della (micro)vascolarizzazione.

A livello sistemico invece il TMO comporta un bilanciamento del Sistema Nervoso Autonomo, migliorando le capacità di adattamento del nostro organismo (Carnevali, et al., 2020). Inoltre uno studio pilota ha dimostrato l’effetto del TMO su alcuni marcatori biologici specifici del dolore, dimostrando una prima evidenza sul cambiamento di questi biomarker nocicettivi a seguito del TMO (Degenhardt, et al., 2007).

Una serie di evidenze molto rilevanti che inseriscono il TMO come un approccio manipolativo utile all’interno del trattamento (spesso complesso e multi-fattoriale) del dolore cronico (Hall, 2020).

L’approccio osteopatico risulta essere quindi estremamente rilevante nella gestione e trattamento del dolore cronico sia perché non si basa sul sintomo specifico sia perché il TMO comporta effetti benefici locali e globali.

Ecco allora che, quando si soffre di dolore cronico o ricorrente, recarsi dal proprio osteopata può essere di grande aiuto per recuperare la migliore qualità di vita!

Bibliografia

  1. Treede, R. D., Rief, W., Barke, A., Aziz, Q., Bennett, M. I., Benoliel, R., Cohen, M., Evers, S., Finnerup, N. B., First, M. B., Giamberardino, M. A., Kaasa, S., Kosek, E., Lavandʼhomme, P., Nicholas, M., Perrot, S., Scholz, J., Schug, S., Smith, B. H., Svensson, P., … Wang, S. J. (2015). A classification of chronic pain for ICD-11. Pain, 156(6), 1003–1007. https://doi.org/10.1097/j.pain.0000000000000160

  2. Goldberg, D. S., & McGee, S. J. (2011). Pain as a global public health priority. BMC public health, 11, 770. https://doi.org/10.1186/1471-2458-11-770

  3. Latina, R., De Marinis, M. G., Giordano, F., Osborn, J. F., Giannarelli, D., Di Biagio, E., Varrassi, G., Sansoni, J., Bertini, L., Baglio, G., D'Angelo, D., Baldeschi, G. C., Piredda, M., Carassiti, M., Camilloni, A., Paladini, A., Casale, G., Mastroianni, C., Notaro, P., PRG, Pain Researchers Group into Latium Region, … Cattaruzza, M. S. (2019). Epidemiology of Chronic Pain in the Latium Region, Italy: A Cross-Sectional Study on the Clinical Characteristics of Patients Attending Pain Clinics. Pain management nursing : official journal of the American Society of Pain Management Nurses, 20(4), 373–381. https://doi.org/10.1016/j.pmn.2019.01.005

  4. Hadi, M. A., McHugh, G. A., & Closs, S. J. (2019). Impact of Chronic Pain on Patients' Quality of Life: A Comparative Mixed-Methods Study. Journal of patient experience, 6(2), 133–141. https://doi.org/10.1177/2374373518786013

  5. Sarzi-Puttini, P., Vellucci, R., Zuccaro, S. M., Cherubino, P., Labianca, R., & Fornasari, D. (2012). The appropriate treatment of chronic pain. Clinical drug investigation, 32 Suppl 1, 21–33. https://doi.org/10.2165/11630050-000000000-00000

  6. Mayer, S., Spickschen, J., Stein, K. V., Crevenna, R., Dorner, T. E., & Simon, J. (2019). The societal costs of chronic pain and its determinants: The case of Austria. PloS one, 14(3), e0213889. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0213889

  7. Kuchera M. L. (2007). Applying osteopathic principles to formulate treatment for patients with chronic pain. The Journal of the American Osteopathic Association, 107(10 Suppl 6), ES28–ES38.

  8. Licciardone, J. C., Schultz, M. J., & Amen, B. (2020). Osteopathic Manipulation in the Management of Chronic Pain: Current Perspectives. Journal of pain research, 13, 1839–1847. https://doi.org/10.2147/JPR.S183170

  9. Carnevali, L., Lombardi, L., Fornari, M., & Sgoifo, A. (2020). Exploring the Effects of Osteopathic Manipulative Treatment on Autonomic Function Through the Lens of Heart Rate Variability. Frontiers in neuroscience, 14, 579365. https://doi.org/10.3389/fnins.2020.579365

  10. Degenhardt, B. F., Darmani, N. A., Johnson, J. C., Towns, L. C., Rhodes, D. C., Trinh, C., McClanahan, B., & DiMarzo, V. (2007). Role of osteopathic manipulative treatment in altering pain biomarkers: a pilot study. The Journal of the American Osteopathic Association, 107(9), 387–400.

  11. Hall B.H. (2020) Manipulative Therapies for Chronic Pain. In: Huang Hall, MD, PhD B. (eds) Evaluation and Management of Chronic Pain for Primary Care. Springer, Cham. https://doi.org/10.1007/978-3-030-47117-0_12


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