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Postural Check

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La postura è definita come la posizione che il nostro corpo assume nello spazio, e rappresenta l’adattamento al carico da gestire (forza di gravità), agli squilibri muscolo-scheletrici, ed a tutti gli eventi interni ed esterni che possono interagire con il nostro organismo.

L’atteggiamento del nostro corpo è garantito dal sistema posturale che è un insieme di complesso di strutture appartenenti al sistema nervoso (centrale e periferico) e muscolo-scheletrico.

 

Come avevo già modo di scrivere, non esiste una postura completamente simmetrica o in equilibrio (che renderebbe il nostro corpo statico senza nessuna possibilità di movimento) ma esistono strategie di compenso posturale che possono essere gestite al meglio senza causare alcun tipo di problema. In altri casi invece, il corpo, avendo “finito” le possibilità di compenso funzionali, tende a sovraccaricare una struttura specifica dell’organismo portando a lungo andare una condizione disfunzionale che può portare all'infortunio.

 

Per questo motivo, anche in assenza di sintomi o problematiche, è utile svolgere con una certa frequenza (in base alla tipologia di sforzi e attività che si svolgono quotidianamente) una valutazione posturale.

 

Perché il postural check?

 

Il postural check, non deve mirare ad identificare ogni singola asimmetria o squilibrio posturale, ma deve in maniera più dettagliata e fine, individuare le strategie del complesso adattamento posturale individuale e definire se e dove la postura presenta uno scompenso (o disfunzione).

Svolgere una tale valutazione posturale ha la principale finalità di prevenire disfunzioni, sintomi e l’instaurarsi di patologie da sovraccarico funzionale.

Sia per gli sportivi che non questa passaggio risulta quindi di grande rilevanza.

 

Come avviene una valutazione posturale?

 

La mia “formula” per una valutazione posturale funzionale è piuttosto complessa ed è costituita da diversi passaggi.

 

1. Simmetria statica.

La prima fase è composta da una serie di misurazioni sulla simmetria posturale in postura statica. Scatto una serie di fotografie alla persona (di fronte, di spalle e dai due lati) poi, grazie ad un software dedicato analizzo e misuro gli angoli, le distanze e le simmetrie dei segmenti articolari. In particolare rivestono molta importanza le altezze dei gran troncateri, delle spine iliache (anteriori e superiori) degli angoli scapolari e delle spalle. Valuto poi in maniera quantitativa la proiezione della statica (anteriore o posteriore), i compensi a livello di anca, bacino e colonna, gli shift laterali di sacro e cranio e le inclinazioni a livello dei diaframmi.

Questa prima fase mi permette di identificare aree che presentano una alterazione di simmetria e situazioni di scompenso.

 

2. Stabilometria.

Il secondo step prevede la misurazione della distribuzione dei carichi sui piedi attraverso una pedana ed un software dedicato. Con questa misura individuo quale piede sta “gestendo” un carico maggiore, distinguendo anche tra un sovraccarico nel quadrante anteriore (avampiede e mesopiede) o posteriore (tallone). Inoltre con la stabilometria rilevo la posizione del centro di pressione (CoP) che è la proiezione del baricentro a terra. In una condizione neutra il CoP dovrebbe cadere esattamente a metà dei due piedi all'altezza dei malleoli tibiali. Senza quindi spostamenti antero-posteriori o laterali. Infine, l’analisi stabilometrica (che può essere svolta ad occhi aperti o chiusi e in una condizione mono o bi-podalica) restituisce anche una informazione di oscillazione del CoP sia in antero-posteriorità che in lateralità. Questa informazione è molto utile per identificare una eventuale instabilità propriocettiva della caviglia.

 

I primi due step mi danno un’indicazione sulle aree di asimmetria e gestione del carico. Ma è tramite gli step successivi che individuo la causa e l’eventuale natura disfunzionale di tali asimmetrie.

 

3. Test di mobilità.

E’ svolta facendo eseguire alcuni movimenti che permettono di identificare le aree in restrizione di mobilità. Vengono svolti dapprima alcuni movimenti attivi per la valutazione della componente articolare (flessione anteriore del tronco, flessione laterale del tronco, rotazioni della colonna, flessione dell’anca ecc). In questi test mi concentro sullo svolgimento del movimento analizzando le fasi in cui si mettono in atto compensi o in cui il movimento risulta meno “pulito”. Dopodiché procedo con test di mobilità passiva per indagare la quantità e qualità del movimento. In questo caso tengo in considerazione le aree con un range articolare ridotto e soprattutto indago la presenza di retrazioni muscolari che possono inficiare la mobilità e la funzionalità articolare.

 

4. Analisi del passo.

In ultima analisi faccio svolgere un test di cammino su treadmill, che con l’uso di sensori e software dedicato, indica i parametri della gait analisys, quali i tempi di contatto dei piedi sul terreno, la lunghezza del passo, il carico (inteso come forza applicata dai piedi sul terreno) il tipo di appoggio (anteriore, medio, posteriore), il grado di pronazione in massimo carico e la velocità di pronazione. Con questo test ho la valutazione funzionale per eccellenza, individuando come lo schema posturale globale si adatta alla deambulazione

 

In conclusione

 

Una volta conclusi tutti questi test ho a disposizione una serie molto ampia di dati, che con la giusta interpretazione consentono di avere una situazione molto dettagliata e precisa della condizione posturale.

 

Parto dai test più statici e per arrivare a quelli più dinamici e funzionali, perché secondo la mia visione la valutazione posturale deve focalizzarsi sull'adattamento dell’individuo ai compiti di vita quotidiana e non solamente analizzare asimmetrie dei segmenti articolari, che come abbiamo già detto il più delle volte sono compensi del tutto asintomatici, ed anzi corretti all'interno di uno schema posturale.

 

Una volta completato il postural check, ed in caso di situazioni da risolvere o trattare, propongo una serie di esercizi di natura posturale ed eventualmente una seduta di trattamento manipolativo osteopatico. Spesso poi l’unione delle due cose è la scelta vincente!

 

Una buona salute passa anche dalla buona conoscenza della propria postura, ed ecco che un postural check ben studiato e completo è in grado di fornire moltissime informazioni utili per poter migliorare la propria condizione fisica e per prevenire sintomi dolorosi, disfunzioni o patologie.

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Mattia Roppolo, PhD - DOmROI │ Via della Rocca, 22 - 10123 - Torino │ email: mattiaroppolo@gmail.com │P.IVA 11168510011 │Note Legali

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