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Adattamento e Complessità

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Verticalità

Ogni giorno il nostro corpo ha una grande sfida da affrontare. Ovvero “combattere” la gravità. Infatti per mantenerci in una postura eretta il nostro sistema scheletrico e muscolare deve resistere, reagire ed adattarsi ad un forza costante che cerca di schiacciarlo verso il basso.

 

Come facciamo a mantenerci “verticali”?

In primo luogo, la nostra struttura scheletrica è conformata per gestire e demoltiplicare le forze di carico verticale. Basta pensare alle curve fisiologiche della nostra colonna vertebrale che hanno la funzione di “ammortizzatori” naturali o la conformazione del nostro bacino in grado di distribuire forze discendenti (dal cranio in giù) e forze ascendenti (quelle di reazione al terreno, ovvero dai piedi in su). Inoltre, oltre alle strutture passive (ossa, articolazioni, legamenti) la nostra postura è mantenuta anche da strutture attive. In questo caso facciamo riferimento alla cosiddetta muscolatura posturale. Ovvero quell'insieme di strutture mio-fasciali che si mantengono attive senza il nostro controllo cosciente. Alcuni esempi sono i muscoli erettori della colonna e del capo che ci permettono di mantenere la colonna “dritta” quando siamo in piedi o seduti.

 

Compensi e asimmetria

Nella sua continua lotta contro la gravità il nostro organismo spesso e volentieri deve trovare delle “vie facilitate” per garantire la funzionalità del corpo. Si tratta di asimmetrie di alcuni segmenti corporei. I cosiddetti compensi.

Come avevo già avuto modo di scrivere, la nostra postura non è mai completamente simmetrica. Anzi. Il nostro corpo è asimmetrico. E proprio questa asimmetria è funzionale alla vita e alle attività quotidiane.

Quindi, il fatto di sviluppare delle asimmetrie di per se non è un problema (ovviamente nella misura in cui queste simmetrie non raggiungono limiti patologici, es. la scoliosi).

Il problema sorge quando il nostro corpo ha terminato la sue capacità di creare asimmetrie ovvero compensi.

 

Adattamento e sistemi complessi

In questo contesto l’approccio osteopatico richiama ampiamente la teoria dei sistemi complessi. Un sistema complesso è in grado di adattarsi e compensare ad una serie di stimoli e di stress. Ma giunto in determinato punto (anche definito orlo del caos) le strategie di adattamento e compenso terminano e un qualsiasi evento stressante (anche piccolissimo) comporta una drastico cambiamento del sistema.

Facciamo un esempio concreto, il nostro corpo su cui agisce costantemente la forza di gravità, subisce stress sia esterni (traumi diretti, posture alterate, sforzi fisici ecc) e stress interni (aspetti psicologico-emotivi, tensioni/alterazioni delle componenti fasciali-viscerali). L’insieme di questi stress però normalmente è adattato e compensato. Ovvero, il nostro organismo, in completa autonomia, trova il modo di mantenersi funzionale garantendo efficienza e salute, pur cercando alcune vie facilitate (es. rotazione del bacino, ampliamento della base d’appoggio, accentuazione della lordosi lombare ecc). Tutta questa serie di compensi, se ben tollerata, non causa nessun fastidio. Ma, se alla serie di stress compensati si aggiunge un ulteriore stimolo da adattare e se il corpo ha già intrapreso tutte le strategie di adattamento posturale possibili, allora scaturirà una disfunzione, espressa sotto forma di dolore e di limitazione di mobilità.

Cosa significa? Significa che il “sistema corpo” non è più in grado di farsi carico di ulteriori stimoli stressanti (interni o esterni) e non avendo più strategie di adattamento ha sviluppato uno scompenso o sovraccarico o disfunzione.

 

In che modo l’osteopatia ha un ruolo?

L’osteopata è in grado di comprendere e trattare questa situazione proprio perché non si focalizza direttamente solo sulla sede del sintomo, ma valutando la persona con un ottica sistemica definisce le vie disfunzionali che hanno causato il sintomo. In parole semplici: l’osteopata non tratta il sintomo o le asimmetrie di per sé, ma tramite la sua valutazione ed i successivi trattamenti manipolativi rende il corpo in grado di adattarsi nel miglior modo possibile agli stimoli e stress che agiscono sull'organismo.

In sostanza allontana il sistema dall'orlo del caos e garantisce capacità di adattamento nuove e potenziate.

Per questo l’osteopatia è così efficace nelle problematiche da sovraccarico!

 

 

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